Racconto breveAmbientato nella Venezia reale di oggi - quella rara e nascosta nei pochi angoli all’ombra - il racconto passa interamente attraverso la giornata di due anziani che fanno scorrere il tempo nei tanti orologi della casa. Un racconto lento e affaticato come i due teneri protagonisti.
Uno dei giorni
“Seduto al tavolo di servizio della cucina, avanti allo yogurt genuino appena tirato fuori dal frigo e con il cucchiaino di metallo appoggiato proprio lì a fianco, pensa agli impegni della giornata entrante. Non gli vengono in mente molte cose. Fissa l’orologio, guarda fuori dalla finestra del giardino. Il patio è tranquillo e silenzioso, giungono i suoni morbidi della mattina presto e gli uccelli sono già in cerca di briciole. Gianluigi si alza alla ricerca della moka. Quella è lì che lo aspetta silenziosa, sgocciolata nello scolapiatti. Il respiro di lui gratta piano e ritmicamente, un po’ affannato nonostante sia quasi fermo. Mette l’acqua con una certa precisione, vuotando leggermente e riempiendo nuovamente, aggiunge il filtro e poi impugna un cucchiaio piccolissimo. Svita con fatica il barattolo del caffè e, uno a uno, versa i cucchiaini di polvere nella moka. Un po’ della polvere esce e va in giro, borbotta qualcosa indispettito e i primi versi della mattina gli provocano qualche colpo di tosse. Poi attende. Attende fino a che il caffè sia salito e lo yogurt finito.”
Estratto